CARTASTRACCIA al CRACK! Forte Prenestino 25-28 giugno 2015

Un gruppetto colorito di artisti, illustratori, disegnatori pazzi sarà presente al CRACK – Festival di arte disegnata e stampata, dal 25 al 28 giugno 2015, a Roma al Forte Prenestino (via Federico Delpino).

Quest’anno il tema è CAPITALE: Dopo la trilogia della distruzione (Apocalisse/Orda/Genesi) ora ci confrontiamo con la macchina CAPITALE, la macchina (in)finita di produzione di schiavitù. depredati di ogni capitale tranne che del nostro Capitale Umano. Qui a Crack! quello che spendiamo è quello che produciamo e quello che paghiamo è quello che siamo. Siamo la Moneta Vivente del nostro Capitale. La riflessione che abbiamo avviato è sul senso dell’autoproduzione che non è mai stata una macchina di produzione di denaro ma un concatenamento che crea cooperazione, condivisione, e visioni del futuro. non sono valore astratto per scambiare merci ma una rete reale viva che interagisce.

Ecco perché, alla chiamata CAPITALE, abbiamo risposto con ciò che abbiamo: il Laboratorio aperto di Monotipo e la Classe di nudo, che chi segue questo blog conosce.

Portano i loro lavori di monotipo, disegno, arte stampata: Emanuela Barilozzi Caruso, Silvia Garrone, Fanny Narcisi, Chiara Pasqualotto, Nanni Riccobono, Alessandro Sabong, Leyla Vahedi.

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Chiara Pasqualotto, Bidone, monotipo 2015

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Leyla Vahedi, Senza titolo, monotipo, 2015

Avessi avuto, in quegli interminabili minuti dell’interrogazione, il tempo di calmarmi. Il tempo che ho qui coi miei compagni per dire tutte queste cose. L’avrei convinta. Sono sicuro. Non è una bestia nemmeno lei.

Ma allora mi venivano alla bocca solo parole sporche e ingiurie. Quelle parole che qui per scritto riusciamo a contenere un po’ a fatica e trasformare in argomenti.

Così abbiamo capito cos’è l’arte. É voler male a qualcuno o qualche cosa. Ripensarci sopra a lungo. Farsi aiutare dagli amici in un paziente lavoro di squadra.

Pian piano viene fuori quelle che di vero c’è sotto l’odio. Nasce l’opera d’arte: una mano tesa al nemico perché cambi.

Scuola di Barbiana, 1976

Nel 2010, a partire dall’esigenza di disegnare insieme, è nata la Classe di nudo: un gruppo di persone accomunate dalla passione per il disegno dal vero. Da allora, due volte a settimana, la classe si incontra e divide i costi dei modelli (attori, ballerini, acrobati squattrinati). La classe è aperta a tutti, principianti e professionisti, e nel corso di questi anni ha visto passare giovani e vecchi, artisti e grafici, disoccupati, fisici e fumettisti.

Dal 2013, alla Classe di nudo si è aggiunto il Laboratorio aperto di Monotipo, da un’idea di Leyla Vahedi e Silvia Garrone, uno spazio serale di sperimentazione intorno alla stampa al torchio. Monotipo vuol dire: stampa di un esemplare unico. Si rovescia dunque l’utilità dell’arte incisoria di essere riprodotta, salta la tiratura, a favore di un’unica stampa, di cui proprio stampando non resta matrice. Si tratta di una tecnica dai confini assai estesi: monotipo è un’impronta di colore mischiato, è una riserva lasciata da una foglia tra matrice e foglio, è la controstampa di una precedente stampa, è l’assoluta libertà davanti al torchio e al piano di stampa.

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Nanni riccobono, Valery, monotipo 2015

Il Laboratorio aperto di Monotipo è nato infatti dalla volontà di estendere la sperimentazione ai procedimenti di stampa, giocando con impronte e riserve, ragionando sulle controstampe, facendo tesoro degli incidenti di percorso e osservando ogni volta con nuovi occhi quella magia che è la stampa al torchio.
Fanno parte della Classe di nudo e del Laboratorio aperto di monotipo gli artisti che vedrete esposti al CRACK, i lavori in mostra sono frutto di percorsi condivisi e tempo insieme: non troverete ingiurie contro i potenti, e neanche argomenti, ma il frutto dell’organizzarsi, del disegnare insieme, della sperimentazione intorno alla stampa di esemplari unici.

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«Il faut travailler comme un ouvrier!» H. Matisse, écrits et propos, Paris 1972

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