Chi siamo

DSC_0198_aPittori, incisori, grafici, scultori, disegnatori pazzi, illustratori scapestrati, scarabocchiatori e appassionati d’arte (alcuni sono anche medici, insegnanti, assistenti alla regia, giornalisti, studenti, mamme e tante altre cose): un gruppo che si è trovato sulla necessità, o il desiderio, o la follia, di disegnare dal vero il nudo con libertà e impegno. Ci vediamo due volte a settimana, nello studio di via Sirte 40/a per disegnare e dividere tra noi i costi delle modelle e dei modelli. Siamo sempre felici di accogliere nuovi arrivi, contaminare i saperi fin’ora acquisiti e rimetterci in discussione. Ci chiamiamo “classe” di nudo, ma non siamo una classe in senso accademico, né le ore trascorse a disegnare vengono strutturate didatticamente. Decidiamo insieme i minuti di posa, il tipo di posa che vogliamo e ciascuno utilizza la tecnica o le tecniche che desidera, con lo stesso rigore e sapienza creativa di un bambino che pasticcia con carta e colori.

Se vi state chiedendo se partecipare alla classe può insegnarvi a disegnare la risposta è complessa: nessuno vi dirà cosa dovete fare e come farlo, ma accanto a voi troverete  qualcuno disposto a darvi un consiglio o svelarvi qualche “trucco di bottega“.

hassanCiononostante chi ha iniziato quasi da zero, grazie alla pratica settimanale e all’impegno, ha cominciato senza dubbio a camminare sulle proprie gambe. Non abbiamo una nostra teoria, non ci vergogniamo se lo schizzo viene una schifezza, a volte anzi, cerchiamo lo scarabocchio, disegniamo con rabbia, senza timore di sbagliare, molto spesso sbagliamo proprio tutto, in ogni caso siamo concentrati in ciò che amiamo fare: disegnare, dipingere, pasticciare, creare. C’è chi è più “bravo” nella verosimiglianza, c’è chi ha già un proprio carattere definito, c’è chi sta ancora cercando il proprio segno, c’è chi non ha interesse a fare un bel disegno…ma quando i modelli a fine sessione sbirciano i nostri schizzi si sorprendono delle differenze tra le nostre personalità, ognuno di noi sembra che veda, dal proprio cavalletto, qualcosa di diverso, non per questo parziale o inferiore rispetto a ciò che vedono gli altri.

Disegna insieme a noi un grande artista iraniano, Hassan Vahedi. Hassan ci dà delle “dritte” ma è lì per disegnare come noi, a questo è interessato, e nonostante l’enorme generosità di sé e del suo sapere non è il maestro “ufficiale” del gruppo. Non è l’unico vero artista presente alla classe, ma dopo aver scoperto l’utilità di guardarlo all’opera, cercando di carpire dove sia il segreto, abbiamo capito l’importanza del confronto, non solo dei risultati finali, ma anche in corso d’opera: come impagina il mio compagno di cavalletto? Come ha risolto il problema di quella prospettiva? E che pastello sta usando Nanni dall’altra parte della sala? E dove ha raccattato quella carta da ristorante quella ragazza?