Trucchi di bottega

scorticatoRaccoglieremo qui i contributi dei vari disegnatori della classe in merito al disegno dal vivo.

LA FIGURA SUL FOGLIO

Durante le sessioni di disegno lavoriamo su pose di 20, 15, 12, 10, 7, 5 minuti. A venerdì alterni su pose di un’ora-un’ora e mezza. Perché? A cosa serve?

Le pose brevi servono a sveltire la mano, sciogliersi e soprattutto allenarsi a raccogliere con pochi segni l’intera figura sul foglio. Uno degli errori più frequenti è infatti, per chi si avvicina al disegno, concentrarsi su un particolare per poi accorgersi che…il resto della figura esula dal foglio. Se l’intento del disegnatore non è disegnare un particolare, un esercizio utile è appunto mettersi in gioco con pose brevi, guardando la figura che si ha davanti indicare con pochi tratti i punti più nevralgici (di solito, per una figura in piedi: la testa, le spalle, l’andamento della colonna rispetto alle gambe, un segno per dove arrivano le mani e i piedi). Da questo “scheletro”, si può poi costruire la propria figura sul foglio. Imparare a impaginare, a fissar dei punti e guidare il resto del disegno entro quel che abbiamo composto, vuol dire dominare il foglio, decidere dove mettere cosa piuttosto che rincorrere “i pezzi” del modello.

PROVARE TANTI TRATTI

Tra i disegnatori della classe c’è una continua voglia di provare nuovi materiali e curiosare nell’astuccio, scatola, pochette del vicino. Conoscere tanti tipi di tratto, divertirsi un giorno con carboncini e sanguigne, un altro con china e pennini, un altro ancora con i pastelli scongiura il pericolo di fossilizzarsi in una tecnica, suggerisce nuove soluzioni di segno e stimola disegni sempre più ricchi. Conoscere i diversi tratti che fanno le cose, ci porterà a scegliere il mezzo più adatto per le nostre esigenze di figure. Una delle ultime scoperte della classe, grazie a F., sono stati una serie di tempere in stick per bambini. Come la colla stick, questi colori si applicano senza l’ausilio di pennelli, lasciando un effetto pastellato che non necessita di fissaggio davvero interessante.

ANATOMIA CHE FANTASIA

C’è chi durante le classi ha iniziato a portarsi delle tavole anatomiche di scheletri, muscoli e venature da tenere sott’occhio mentre si disegna guardando i modelli. Cerchiamo allora di imparare un po’ tutti a guardare in profondità, immaginare le trazioni, la forza di gravità che appesantisce il corpo e i muscoli che lo sostengono. Come un bambino di fronte a un panorama ricco di particolari, prendiamoci il tempo di osservare i nostri modelli, mentre la mano schizza, per cercare di capirne la struttura

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